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Personal Training, Personal Trainer, Preparazione Atletica, Riatletizzazione, Recupero Funzionale , Dimagrimento, Slimming, Allenamento, Ginnastica Posturale, Roma, Castelli Romani, Ciampino, a domicilio
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COSA FACCIO

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preparazione atletica

La preparazione atletica è un aspetto fondamentale per affrontare al meglio l’attività agonistica.


I mezzi e le metodologie che vengono adottati per la preparazione atletica variano per ogni disciplina sportiva ma il loro scopo è generalmente quello di migliorare la forza, la velocità o la resistenza, siano esse generali, dell'intero corpo umano, o specifiche di quelle parti del corpo che vengono considerate fondamentali per uno specifico gesto sportivo.


Personalmente intendo la "preparazione atletica" come "l'allenamento che produce adattamenti". Il miglioramento delle capacità fisiche, realmente determinanti la prestazione, è infatti la declinazione naturale della preparazione atletica. Affinché una preparazione atletica possa configurarsi è necessario:


-conoscere il modello prestativo della disciplina in questione, cioè cosa succede da un punto di vista fisiologico durante la gara;
-individuare quali capacità fisiche siano di primaria importanza e quali secondarie;
-conoscere come si allenano queste capacità;
-conoscere gli squilibri muscolari e le problematiche specifiche cui va incontro l'atleta e come prevenirle o risolverle.


Una volta compreso questo ( che non è poco...) il preparatore potrà redigere una programmazione per lo sviluppo delle capacità fisiche, tenendo conto anche delle fasi sensibili e periodizzare anno per anno, mese per mese, settimana per settimana.


Lo step successivo, non in ordine temporale ma solo metodologico, consiste nell’adattare la preparazione al singolo.


La preparazione atletica deve essere inoltre specifica, è come un vestito che va tagliato e cucito su misura: ognuno di noi ha caratteristiche peculiari di cui è necessario tenere conto per sviluppare al massimo le proprie potenzialità, operazione che comprende di per se tutti gli aspetti preventivi degli infortuni e delle problematiche fisiche in generale.


Se si parla di alto livello agonistico è indispensabile adattare la preparazione secondo le risultanze di tutta una serie di valutazioni (muscolo-articolare, posturale, antropometrica, funzionale, etc.).


Quando parliamo di preparazione atletica dobbiamo sempre partire dall’analisi della gara e dalle caratteristiche della disciplina ma una preparazione ottimale non è, e non può essere, strutturata copiando pedisseuqamente ciò che succede durante la performance, se così fosse la migliore preparazione (nonché la più specifica in assoluto) altro non sarebbe che gareggiare il maggior numero di volte possibile! A quel punto il preparatore servirebbe a ben poco ma sappiamo che non è così!


Negli ultimi 10-15 anni la tecnologia ha messo a disposizione tutta una serie di strumenti che consentono di analizzare, in modo molto dettagliato, ciò che succede durante una gara.


La preparazione atletica specifica è quella che individua ciò che serve e ci dice come allenarci di conseguenza: è dunque proiettata sempre alla gara, riflette le caratteristiche della gara stessa ma non può esserne la copia!
Speriamo che queste mie considerazioni siano sufficienti quanto meno a far riflettere chi si ostina a propinare una preparazione basata su concetti vecchi di vent’anni e del tutto avulsi dallo sport: se ad esempio siete dei tennisti ed il vostro allenamento prevede le ripetute sui 1000 metri, la corsa continua o magari la panca piana e altre cose come queste...fatevi venire qualche dubbio sulla specificità di quello che state facendo!

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personal training

Allenarsi con un personal trainer significa avere un professionista in grado di consigliare l’attività fisica più idonea per i propri obiettivi. Non solo, grazie al personal training si riesce a mantenere alta la motivazione e a seguire l’allenamento con più costanza.


Fino a pochi anni fa era esclusivo appannaggio di individui facoltosi, che potevano permettersi un istruttore alle loro dipendenze, ma i tempi cambiano e richiedere i servizi di un personal trainer sta diventando sempre più una consuetudine.

 

Una professione? Un’arte? Certo, né può essere diversamente!

 

Quando ci si affida (e si affida la propria salute), per le capacità che possiede, ad una persona esperta sia nel comprendere chi ha di fronte, sia nel definire le caratteristiche della stessa, sia nel costruire e nello stendere un programma invidualizzato di esercizi e di comportamenti utili per il mantenimento della salute e per il ristabilimento di condizioni di efficienza adeguate e per la crescita delle capacità di prestazione (come, ad esempio, per la pratica di uno sport o per l’espressione di una professione implicante il movimento come fatto intrinseco alla stessa),in tutti questi casi è bene disporre di figure di professionisti.

 

Il profilo professionale di una figura come quella del Personal Trainer prevede una preparazione solida, certa e certificata nell’ambito delle scienze dell’esercizio fisico e quindi la conoscenza dei sistemi muscolare, nervoso e scheletrico, degli apparati cardiovascolare e respiratorio, della bioenergetica, della biomeccanica, degli adattamenti all’allenamento con sovraccarichi ed aerobico, della nutrizione e degli aspetti psicologici dell’esercizio fisico.

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rieducazione funzionale nello sport

La rieducazione funzionale nello sport è un concetto introdotto negli ultimi anni per definire l'ultima parte del percorso di recupero di un atleta reduce da un infortunio.

 

Mentre in passato si faceva coincidere il ritorno all'attività agonistica col termine della fase di riabilitazione, le moderne conoscenze nell'ambito delle scienze motorie hanno imposto di programmare ed attuare un periodo di rieducazione funzionale prima del ritorno incondizionato dello sportivo all'attività agonistica.

 

Nel caso di un calciatore ad esempio, dopo l’infortunio è importante rispettare le esigenze fisiche e psicologiche dell'atleta, programmando la fase di recupero in modo intelligente. Qualsiasi tipo di trauma, di grande o piccola entità, porta con sé un decorso medico, masso-fisioterapico e riabilitativo.

 

L’ultima fase è quella della riatletizzazione. 

 

Molti sono gli studi e i manuali sviluppati riguardo la rieducazione funzionale nello sport: è fondamentale rispettare le tempistiche di ripristino fisiologico dopo l’infortunio muscolare o articolare. Quindi, inizialmente, ci deve essere una fase in cui l’atleta si ferma completamente e in cui riprende gradualmente le terapie. 


In un secondo momento si possono stabilire dei programmi di forza, alternati all’attività aerobica con cicloergometro per arti superiori.


La terza fase è quella in cui si comincia a lavorare in piscina e con la bici, per poi cominciare a stimolare la forza degli arti inferiori, prima in forma analitica e poi in maniera funzionale.


Successivamente si passa ad eseguire lavori di corsa alternata a camminata, corsa in linea lenta e corsa in linea a diverse velocità, intervallata da pause. Durante quest’ultima,  fondamentale progressione, è importante stimolare la mente con l’obiettivo del ripristino della coordinazione motoria ottimale. Quindi, giornalmente, si adotteranno percorsi coordinativi neuromuscolari brevi, associati al pre-atletismo a bassa intensità.


Si svilupperanno poi sequenze di esercizi più complessi e con obiettivi psico-motori diversificati, in modo tale da migliorare il movimento in tutte le sue forme. La fantasia è d’obbligo e può essere associata al lavoro psicocinetico. 

 

Nel momento in cui uno staff condivide la scelta di un percorso di rieducazione funzionale sportiva , si deve concordare il momento nel quale sarà inserito il lavoro con la palla. Tale scelta, una volta stabilita, è dettata solamente dal libero arbitrio dello staff medico insieme al preparatore o al tecnico. 

 

Quando l’atleta ha raggiunto una buona coordinazione anche a media intensità si può e si deve inserire la palla, che è lo strumento che dà funzionalità al movimento; il calciatore “vive” seguendo le ragioni e gli sti moli associati ad essa.

 

Attraverso il percorso di rieducazione funzionale si ridefinisce l’atleta-calciatore.

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