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I fondamentali dell'allenamento come punto di partenza: continuità, variazione e non linearità.

2018-11-05 14:56

Massimiliano Maola

Un nuovo articolo sui principi fondamentali dell’allenamento: con quello odierno parleremo di CONTINUITA’, VARIAZIONE e NON LINEARITA’.

Liberodagli impegni dell’università, avendone quindi il tempo, ho ilpiacere di pubblicare un nuovo articolo sui principi fondamentalidell’allenamento: con quello odierno parleremo di CONTINUITA’,VARIAZIONE e NON LINEARITA’. Concetti semplici, spesso dimenticati,la cui applicazione ( in tutto o in parte ) può aumentarel’efficacia dei nostri workout ( si consideri che principi sonotrasversali e quindi applicabili, adattandoli, agli allenamenti diqualsiasi disciplina o sport praticati ). Buona lettura 
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Ilprincipio della CONTINUITA’ evidenzia che i progressi nel brevetermine non sono stabili. Per rendere un progresso permanente neltempo è necessario l’utilizzo di un carico importante ( allenante), durante l’esecuzione del medesimo schema motorio ( simile ), perun numero ( importante ) di sedute di allenamento. Infatti, cambiarein modo causale programma, da un allenamento all’altro, determinache gli adattamenti creati non saranno mai durevoli, limitandofortemente il nostro potenziale. 
LaVARIETA’ nell’allenamento, sorprendendo continuamente l’atleta( persona ) ed evitando allo stesso tempo noiose routine, incrementala nostra motivazione. Questo importante principio non ènecessariamente in contrasto con quello appena esposto anzi, puòdeterminare un perfetto equilibrio tra rigore e varietà ( ad esempiocambiando semplicemente l’ordine degli esercizi ).LaNON LINEARITA’ è un’altro principio di base largamente associatoall’allenamento, specialmente nella scelta degli esercizi. Un mix (mirato ) di differenti tipi di esercizi, organizzato in una varietàdi sequenze, ha l’obiettivo di creare un nuovo ed inusuale stress (che crea modificazioni/adattamenti fisiologici ) allenante. 
La NONLINEARITA’ può essere anche applicata al carico ( peso esprimibilein kg rapportato al proprio massimale ) ed al volume ( numero disets, ripetizioni e tempo sotto tensione TUT ). Invece dell’uso digraduali e progressivi blocchi di allenamento , variazioni "nonlineari" di carico e volume, all’interno di fasi di allenamento piùbrevi, dovrebbero essere pianificate più spesso (anchesettimanalmente o giornalmente) allo scopo di fornire una maggiorevarietà nello stimolo determinato dall’allenamento. 
Peroggi finiamo qua, nel prossimo articolo andremo a parlare di CARICO,RECUPERO e dei MECCANISMI di PRODUZIONE dell’ENERGIA che non sono mainettamente distinti l’uno dall’altro ma, anzi, devono essereconsiderati come un "continuum" fortemente dipendente daltipo di sforzo sostenuto. 
Max

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